AgorA' di Cloro
domenica, aprile 09, 2006
  fisionomia del potere: illegalità del p2p e crimini contro la persona
La gente spesso si trova ad essere tristemente abitudinaria. Non c'è nulla di male ad essere abitudinari, purchè non ci si trovi, improvvisamente ad accorgersi che l'habitus è indotto, frutto della mentalità comune,modificata da decenni di condizionamenti mediatici, che ci fanno vivere quello che, in una logica di buonsenso minimo è una contraddizione grossa come un palazzo, come una cosa assolutamente normale. Questo io lo chiamo modo "ovino" di vedere il mondo.
Tutti voi avrete sicuramente letto di un'operazione colossale condotta nel nord Italia, dopo mesi di preparazione e di indagini, contro i server p2p, in particolare freeazzurra. L'operazione che si è conclusa pochi giorni fa ha portato all'arresto di qualche decina di persone, al sequestro di parecchi pc, cd-rom ed altre apparecchiature informatiche, alla denuncia di altre persone , tra cui minorenni. Il tutto con grande battage pubblicitario, per "dare l'esempio", ed incutere timore nei confronti dei troppi che ancora si ostinano in questa pratica "criminale" dello scambio di canzoni e video.
Leggi, apparati polizieschi e giudiziari, energie investigative, magistrati, arresti, sequestri, istruzione di processi. Spese immense della collettività pubblica per mettere in piedi questa specie di macchina dell'inquisizione,in funzione soprattutto contro gli adolescenti: sono loro infatti, che costituiscono la maggior parte della massa "criminale" degli scambisti di materiale audiovisivo.
A cio' si aggiungono spot della pubblicità progresso contro la pirateria. E' stato mobilitato anche il ministero dell'istruzione per sensibilizzare, attraverso progetti scolastici, volantini, opuscoli, le famiglie e i ragazzi su "quanto sia CRIMINALE" scambiare canzoni e video con il pc.
Il buon senso umano non riesce, in effetti, d'istinto, a ravvisare un crimine o soltanto un'intenzione criminosa nel compiere questo tipo di atti. E' difficile. Bisogna proprio viaggiare con l'immaginazione, entrando nella logica dei guadagni multimiliardari delle multinazionali della musica e dello spettacolo e capire che, a nessun costo, questo gruppo di potere permetterà che i loro utili siano minacciati. Se è un crimine per essi, lo sarà anche per tutti gli altri. Il potere crea la criminalizzazione, dal nulla, assumendo come principio la violazione della "proprietà" del diritto d'autore. Questo è un concetto del tutto innaturale, possibile solo in questo disonesto e iniquo capitalismo. Il potere rendo questo "crimine" significativamente enorme e impone questo pensiero alla collettività, con ogni mezzo propagandistico. E dove non riesce la persuasione, colpisce con la paura della repressione. Ogni tanto, come facevano nel 500 i governi cattolici per compiacere i papi, danno l'esempio.
Le multe, le denunce, il carcere, i sequestri. Il tutto finanziato con le imposte, dirette e indirette, sborsate dai cittadini.
Le major difendono i loro guadagni con mezzi pagati dai soggetti della loro criminalizzazione. Con la complicità degli stati, che per permettere queste persecuzioni contro server e fruitori del p2p, tolgono risorse, uomini, apparecchiature e soldi alla sorveglianza, per esempio, degli ex stupratori che,scaduti i termini preventivi,in attesa di appello, pur con verdetti di colpevolezza sul groppone, girano liberi.
Ad un cittadino attento, e con un minimo di coscienza critica non puo' sfuggire la sproporzione, tra questa missione criminalizzatrice orientata dal potere economico, legislativo e polizieso, rispetto all'obiettivo che si prefigge e la carenza di progetti, sempre inficiati da difficoltà economiche accampate dallo stesso potere che incarcera gli "scambisti" del p2p, sulla ricerca, sull'integrazione dei disabili, sull'integrazione degli stranieri, sull'avviamento professionale dei giovani, sulla diffusione di una cultura vera del rispetto dei bambini e delle donne.
Iniziative come queste non meritano le risorse e il battage che il potere riserva alla "piaga sociale" del p2p.
La nostra società non è corrotta dallo sfruttamento e dalla rapina degli oligarchi. I soldi che ci mancano non sono quelli che buttiamo quotidianamente nell'indegno conflitto iraqueno. Il disagio sociale non ha come sfondo per tutti una collettività iniqua e cinica costretta dal potere a replicare il peggio di se'.
Il cancro del nostro tempo si chiama p2p. Esso è IL MALE. Il nemico. Il demonio.Chi lo pratica è un criminale che si deve ravvedere.
Se le pecore si spaventano per il lupo di carne, si spaventeranno anche per il lupo di cartone. Così ragiona il potere.
 
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