AgorA' di Cloro
sabato, aprile 15, 2006
  Berlusconi: nell'uovo di pasqua,una proposta che non si puo' rifiutare
I pronostici positivi stanno perdendo terreno. Il semi-golpe continua. Berlusconi è lontanissimo dall'ammettere che ha perso le elezioni ed ammette, contro la logica di ogni cuore calcistico, che preferirebbe riprendere le redini del paese , piuttosto che il milan vinca la champions league. Non facciamo fatica a crederlo. Cos'è una coppa di fronte ad un impero economico?
E dall'alto della sua intoccabilità, lancia moniti all'opposizione: "il centrosinistra non puo' sottrarsi ad accettare una grande coalizione". Nello stile del nano:"una proposta che non si puo' rifiutare".
Riassumento gli ultimi eventi: Berlusconi gridava "al broglio".
Messo alle strette dalle corti d'appello che confermavano la regolarità delle operazioni di voto e l'equità della distribuzione delle schede verificate, ha aggiustato il tiro:
" Il centrosinistra non ha vinto, i risultati esprimono che il paese è diviso (che palle sta storia, il paese è diviso,è vero: tra quelli che guardano la tv e basta e quelli che dicono "la mafia al governo no grazie e cercano di far quel minimo per evitarlo. Ma è una divisione poco definibile,imputabile all'homo ignorans ignorans promosso da Berlusconi e Moratti in questi ultimi anni, ma anche agli errori che la sinistra ha fatto negli anni in cui contava davvero qualcosa) e quindi Prodi si deve piegare ad un accordo, anche sui tempi brevi per elaborare una grande coalizione, escludendo quelle forze politiche che ostacolerebbero la ripresa del paese. Nell'interesse di tutti gli elettori, compresi quel 50 per cento o piu che ha votato la cdl"
Berlusconi ci ha abituato a dover spesso tradurre il suo detto, laddove era possibile farlo (ovviamente le panzane tipo qbolizione dell'ici è intraducibile e incommentabile) e qui lo facciamo : "Il centrosinistra non puo' non accettare la mia proposta, la parte del paese che mi ha votato contro non conta una fava, quello che ha votato per me, neanche, quindi prodi dovrà venire a patti con me, o per darmi il tempo di aggiustare i miei affari, o per farmi direttamente governare, o per piazzare un presidente della repubblica che tuteli i cazzi miei, Ciampi andrebbe bene, ma ancora meglio pera, se proprio non volete darmi corda, andrebbe abbastanza bene anche Amato. Nell'interesse mio, dei miei figli , delle mie aziende, dei miei collaboratori..." Qui si possono tranquillamente riportare le parole, forse le uniche sincere, che Berlusconi ha pronunciato commentando uno dei suoi incontri regolati con Prodi).
Il discorso del presidente della repubblica in effetti, è davvero l'ultima ratio, per Berlusconi, nell'ipotesi, da lui tenuta a lungo lontana dalla mente, che non si confermasse la sua presidenza del consiglio.
Ciampi sta dimostrando di tenere mano a Berlusconi in modo efficace: è vero che gli detto no all'emanazione di un decreto per ricontare le schede (si sarebbe sputtanato troppo anche con una magistratura che gli avrebbe dato apertamente contro, dati alla mano) ma il duedipicche piu' grosso Ciampi l'ha dato a Prodi: prima che tu salga al soglio della presidenza del consiglio bisogna:
1)chiudere definitivamente e compiutamente le verifiche
2)eleggere il presidente della camera
3)eleggere il presidente del senato
4)eleggere il presidente della repubblica
E la facoltà di stabilire l'ordine delle scadenze, in successione, di queste operazioni ce l'ha il presidente della repubblica, per cui,com'è già stato fin troppo evidente, questo nonnino del mulino bianco, tiene ancora una volta mano a Berlusconi, tanto che questo prenderebbe in considerazione un'eventuale proroga al mandato di ciampi.
Una domanda, all'elettrice italiana media sorge spontanea: ma che se ne deve fare, a 83 anni Ciampi ancora dei quattrini? Che se li porta dall'altra parte? E i nipotini? quando se li gode, a 101 anni così vede insieme a loro ( se non partono per la guerra) la disneyana carica dei cagnolini?
Comunque: Gli altri papabili graditi, sia a Berlusconi che all'Unione sarebbero,sembra, Amato e (orrore) Pera. Oltre al succitato nonnino.
Dall'altra parte l'unione avanzava proposte per Napolitano, eletto da Ciampi senatore a vita, ma la cdl ne sottolinea l'età avanzata e la brevità, dunque, del suo mandato.
Chi lo sa se Berlusconi teme la veneranda età (81 anni, l'età max è 88) del vecchio senatore pci o una sua impennata di saggezza senile, che manca, evidentemente, a Ciampi.
Cosa c'è sotto? Accordi segreti con gli Usa? Accordi non troppo segreti con lobby legate a mafia
e camorra? Accordi economici con lobby internazionali? Accordi con membri dell'opposizione? Tutte queste cose insieme?
Non lo so. Solo mi auguro che elettori della cdl, che hanno in un folle momento creduto in Berlusconi, seguano gli eventi di questi giorni e capiti, in un momento di natura mistico-spirituale, un'illuminazione su come, certi poteri che in Italia in effetti hanno sempre governato attraverso personaggi di spicco della dc (vedi andreotti), oggi non siano neppure piu' obbligati al silenzio e alla mistificazione.I tempi degenerati che viviamo li fanno emergere, con prepotenza e visibilità massime,nei i dentoni bianchi e l'idea meravigliosa in testa del cavaliere. Nelle cose politiche, il potere di riciclare quattrini e corrompere funzionari è divenuto manifesto, evidentemente presente,mostrando quella che, se pure "di facciata" era una democrazia, per quello che l'italia veramente è: un paese governato dalla mafia. Contro cui nulla possono le istituzioni, perchè essa è l'Istituzione.
contenti?
Ps se Pera diventa presidente della repubblica chiedo asilo politico per motivi estetici.
http://cloroalclero.forumup.it
 
giovedì, aprile 13, 2006
  Berlusconi allunga il brodo. Ma se ne andrà.
E' incredibile. Le prime elezioni cui assisto che, a 72 ore dalla chiusura dei seggi, ancora non si è resa definitiva la fisionomia del nuovo governo.
La casa delle libertà s'impegola in un gioco delle parti, veramente paradossale. Denuncia irregolarità nelle elezioni. Brogli. Illegalità e procedure non corrette. Così facendo delegittima, anzi, nega la correttezza del loro stesso ministero dell'interno, nega che esso potesse garantire una procedura democratica sostanziale alla convivenza civile. Pisanu avrebbe la responsabilità di non aver saputo garantire che le elezioni fossero avvenute senza intoppi, secondo legge. Come se dicessero apertamente che si aspettavano che Pisanu non sarebbe stato all'altezza, specialmente se i conti non tornavano a favore dell'avversario politico. Le illegalità, Berlusconi ne è sicuro, riguardano la sinistra. Come non si sa, ma che Pisanu sia responsabile di una cosa del genere, e che quindi i risultati "cambieranno, DEVONO cambiare " Berlusconi ne è certo.
Un gioco delle parti, dicevo, la cui logica è di due tipi: o berlusconi sa esattamente che Pisanu aveva agito lasciando spazio ai brogli, o berlusconi sapeva che pisanu è un incompetente, che non era all'altezza, ammettendo quindi di aver posto agli interni un ministro non in grado di svolgere i suoi compiti.

Bisogna dire che Berlusconi chiede la revisione sull'operato di Pisanu, mettendo in mano il suo destino politico alla cassazione,piena di magistrati, quindi di "comunisti" che lo odiano e che faranno di tutto per negare i voti alla casa delle libertà. Dunque i brogli ci sono, ma non è corretto,da parte della sinistra, dice la cdl, mettere in mezzo alla polemica Pisanu.
5 anni di berlusconi hanno certo abituato il governo ad emettere messaggi contraddittori ma qui il paradosso si palesa proprio in modo sfacciato e nella storia di berlusconi, questo si è verificato quando c'era sotto qualcosa di grosso.
Premetto che penso che se ci sono stati brogli, quelli sono stati gestiti dal ministero dell'interno in accordo con berlusconi, che di sicuro parecchi voti se li è comprati in vario modo,ma ugualmente GLI È ANDATA MALE, perchè se anche l'italia è piena di gonzi che gli han dato fiducia, cmq penso siano stati di piu quelli che, senza discorsi di soldi o di altro, gli han votato contro perchè è un dittatore, o semplicemente perchè la portata pluriquotidiana della sua faccia da parte degli schermi televisivi, ha comunque prevalso, prima ancora che nelle urne, nell'effetto big bang degli attributi, reali o metaforici, dei cittadini.
Ora, in questo destino tortuoso della parola definitiva sul vincitore delle elezioni, Berlusconi allunga il brodo. In quest'operazione è seguito da alcuni elementi, non tutti, dei partiti fratelli, diciamo.
Calderoli è con lui, Larussa anche. L'udc invece è piu' cauto, e se anche cesa è evidente che si venderebbe, di altro avviso sono casini e follini. Fini, che inizialmente aveva dichiarato che se la verifica avesse confermato la vittoria dell'unione, si sarebbe fatto da parte, invece adesso tace, al contrario del galoppino menzionato qui sopra, che invece , insieme con gasparri, ormai dismetterebbero la tessera di an per comprarsi quella di forza italia. Il loro onore si chiama fedeltà. Non ai loro elettori, ma al silvio nazionale.
E allora? quali vantaggi trae berlusconi dall'allungare il brodo?
Mettersi al riparo finanziariamente dai danni di una revisione della legge gasparri, per esempio. Molti dicono che l'obiettivo sia che berlusconi diventi presidente della repubblica, ma questo è escluso. Il tempo serve a Berlusconi per rallentare i tempi di insediamento del governo nuovo per ragioni legate alla borsa, legate al cambiamento, che ora si rende necessario, di certe intestazioni di società, di conti correnti, di rapporti con titolari di ragioni sociali. Perchè berlusconi sa che, per riuscire ad essere ancora incisivo sulla società italiana e, sopratutto , non avere perdite definitive, deve lavorare molto in questo senso.
Ciampi non è sicuramente all'altezza di prendere decisoni. Che ciampi non riesca a contrastare berlusconi è un fatto ormai assodato.
Oggi cerca solo di trasferire la patata bollente in mano a qualcun altro, non ci riesce e così facendo, regala tempo a berlusconi, con cui, com'è nel suo stile, è ancora oggi connivente (non faccio delle dietrologie, ma è sicuro che tutta questa gente: larussa, gasparri,calderoli e non ultimo, ciampi, ci ha sempre guadagnato a dar biada alle velleità dittatoriali del nano).

Tronchetti provera ha escluso che le voci di una fusione mediaset-telecom abbia fondamento. Non credeteci. Se questa voce ha cominciato a circolare in questo contesto,appena appreso il risultato delle elezioni significa che il fondamento c'è, perchè di sicuro la macchina berlusconiana ha cominciato a muoversi durante gli exit poll.
Berlusconi se ne andrà, senza smuovere l'istituzione. Però occhio ai movimenti economici, borsistici che nei prossimi giorni si profileranno.
Perchè è lì l'arcano. lì il nocciolo da cercare.
NAZIONALIZZARE MEDIASET E' UN DOVERE CIVILE.
 
  ciampi. Dietro la faccia da buon nonnino, un traditore degli italiani
Ci ha fregato un'altra volta. O meglio, ha fregato tutti coloro che credevano che ciampi portasse fede al suo mandato costtuzionale e si facesse garante dell' applicazione della volontà dei cittadini.
Invece, quando si cominciavano a diffondere le voci sofferte che l'unione non aveva perso, parallelamente ciampi divulgava la notizia che tra l'elezione del suo successore e altre questioni, sarebbero passati 40 giorni prima che prodi fosse investito del nuovo mandato.
Ettepareva.
E quando Berlusconi è uscito dal colloquio con lui, dicendo ai giornalisti "i risultati cambieranno, devono cambiare.." nessuna dichiarazione, neanche una parola.
Solo dopo un'ora ha annunciato che il presidente del consiglio riceverà il mandato dal suo successore.
Degno epilogo di un indegno presidente. Berlusconi denuncia brogli e lui non parla.
Quando il governo del centro destra faceva passare le leggi ad personam, lui firmava e mai parlava.
Quando il governo del centrodestra entrava in guerra contro l'iraq, senza neanche l'approvazione dell'onu, lui, ciampi, il garante della stessa costituzione che "ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" disse che andavamo in iraq in missione di pace.
L'abbiamo visto e lo vediamo tutti quale pace abbiamo portato in iraq. Ma ciampi no, imperterrito, il 31 dicembre 2005, discorso di fine anno ci ammonì:"l'Italia è intervenuta in iraq a guerra finita".
Lo stile di ciampi è lo stesso di berlusconi. Panzane, censura, silenzio e menzogne.
E quattrini. Ciampi percepisce uno stipendio maggiore di bush.
Si capisce allora come il phisique du role e la martellante propaganda berlusconiana abbiano contribuito a far sì che il "nonnetto tanto perbene" sia tuttora guardato con simpatia anche da gente di sinistra.
Invece fa rimpiangere Leone: almeno quello si limitava a qualche viaggetto di famiglia con l'aereo privato e qualche figliolo che faceva bisboccia con le attricette di quart'ordine. La mafia, all'epoca di leone, era sullo sfondo. Oggi, la grancassa mediatica, l'ha promossa protagonista. E la faccia rassicurante del nonnetto ci dice che la costituzione è un optional, violato e violabile, anche se col sorriso bonario sulle labbra.
 
mercoledì, aprile 12, 2006
  berlusconi. come un doccia quinquennale di merda erogata da un ventilatore: c'è da scrostarselo per qualche giorno.
Fini ha detto, oggi pomeriggio, che è pronto ad andarsene e fare quello che gli elettori gli han chiesto. Andare all'opposizione.
Follini ha fatto una dichiarazione analoga.
Berlusconi no. Ha parlato di brogli elettorali, di schede nulle sospette. E' fiducioso che il risultato elettorale debba cambiare.
Molti paventano l'ipotesi che minacci il colpo di stato. Ma non credo. Piu' che con lllle forze dell'ordine, Berlusconi è stato colluso con il suo contrario, la mafia.
Berlusconi è uno che è stato dalla parte contraria alla polizia. I suoi amici stanno nello stesso fronte di quelli che, alla polizia, gli spara addosso a tradimento.
Anche l'esercito non l'ha trattato bene: per far la figura di quello che era "di parola" con gli elettori, giacchè aveva giurato che in iraq gli italiani ci andavano come "forze di pace", non ha spedito gli elicotteri d'attacco, provocando la morte di qualcuno che era la' in pace.
Non mi risulta che ai militari, a parte coloro che sono in missione, abbia aumentato gli stipendi.
Non mi risulta che abbia avuto particolari collusioni con i generali, anche se non è che facciano ben sperare i suoi rapporti con bush, che "attende i risultati ufficiali per riconoscere il nuovo governo"
Casomai bush lo avrà aiutato a costruire i brogli elettorali, ma i soldati qui non li manda di certo.
Berlusconi è finito. E' passato. E' storia. Adesso bisogna solo ricostruire le sue malefatte e farlo pagare. Rimettere i giornalisti serii in grado di lavorare e, con pazienza, ricostruire l'entità dei danni fatti al paese e far sì che risarcisca.
Certo, Il governo prossimo spero abbia coscienza dell'accolita di traditori che si venderebbero l'italia a Videla, pur di mettere via milardi.
E nazionalizzare mediaset diventa un dovere, un dovuto risarcimento e un ripristino della giusta gestione di un network nazionale che non dovrebbe stare in regime di monopolio.
 
  il dopo-elezioni e la speranza che il passato non torni.
In questi giorni ho letto assiduamente gli articoli di Marco Travaglio che sono raccolti in questo sito
http://banane.splinder.com/?from=187
che poi sono quelli pubblicati settimanalmente sull'Unità, giornale che non compro, in questi ultimi anni.
Travaglio,( di cui si legge perfettamente la scuola montanelliana anche se il suo humor lo rende piu' appuntito di Montanelli, di buona ironia borghese) dipinge un'Italia da incubo e da barzelletta amara.
Salotti, milioni, reati, mafiosi, generali, soubrette dedite alla politica si muovono in un teatro da operetta che è quello della classe dirigente italiana.Ilcentro è lui, Silvio Berlusconi, novello Luigi XIV che concede alla sua accolita di bagarozzi , volta per volta, i turni al frigorifero.
Alla luce della vittoria, sia pure risicata della sinistra, guardare a queste descrizioni è come fare come Dante uscito dalla selva oscura, guardarvi acon il senso dell'angoscia che tramonta e con il tenue senso di speranza che si affaccia, soltanto perchè il pericolo appare scampato.

Travaglio descrive Berlusconi come differente di Mussolini, perchè allora c'era il re, mentre il nano, essendo stato egli re e dittatore nel contempo, non ha nessuno che lo licenzi.
Gli articoli prendono in esame episodi singoli avvenuti a suo tempo: dal linciaggio di Stefania Ariosto, a Craxi, quando disse ad un ambasciatore americano dove doveva versare direttamente i soldi.
Ce l'ha con gli avvocati civilisti e penalisti di Berlusconi, a cui erano destinati gli incarichi piu' importanti, ma i post piu' feroci e le battute piu' esilaranti, Travaglio le riserva ai suoi colleghi, i giornalisti, che ne escono veramente male. Vespa lo chiama l'insetto. Di Ferrara pubblica una foto dove, nudo, sta per fare un tuffo al mare e i suoi servizi (nel vero senso della parola) li chiama "doppi carpiati" perchè fa i piaceri, contemporaneamente, a Berlusconi e agli americani.
Effettivamente, se in Italia si è verificato anche solo un barlume di quello che Travaglio descrive, visto che speriamo tutti che tali cose siano passate alla storia (con non poco ottimismo, magari un po' forzato), tra le responsabilità principali vi è quella, precisa e schiacciante, dei giornalisti.
Mimun che fa i voli pindarici perchè il tg1 compiaccia Berlusconi, anche smettendo di fare concorrenza al tg5, Vespa che è reso miliardario con la pensione Rai e la cui moglie lavora alla segreteria di un ministero molto importante, come vice dello stesso Berlusconi. Socci, uomo di poco talento, messo lì dall'ala clericale che Berlusconi ha tentato di lanciare come giornalista ma che aveva talmente poca audience che ha dovuto rimuoverlo e consolarlo con la direzione generale della scuola superiore di giornalismo di Perugia.
Feltri soprannominato Littorio Feltri, che interviene da Vespa sul processo di Cogne e , nonostante sia chiarissimo dal suo livello di informazione che non ha letto neanche una riga degli atti processuali, si affianca all'amico Carlo Taormina per sparare bordate su quanto sia persecutoria la magistratura.

Il panorama della classe dirigente italiana è davvero triste. Dopo aver letto gli articoli di Travaglio, ci si convince che davvero in una dittatura mediatica, quale quella di Berlusconi è stata,i giornalisti e gli addetti agli apparati culturali (Travaglio ce l'ha anche con i filosofi,chiedendosi che paese è un luogo dove la filosofia viene accreditata ad intellettuali come Pera e Zecchi)ne sono i gerarchi.
Alla luce del risultato pur risicato, al contrario dei commenti che ho sentito in giro, mi sento di essere orgogliosa dei miei concittadini.
Perchè leggendo Travaglio,si capisce che la macchina propagandistica e censoria ha lavorato così intensamente, (creando come contrappeso la distruzione della scuola italiana, quindi lo spegnersi della curiosità e dello spirito critico) che non poteva non funzionare.
Anche la disonestà non dev'essere mancata,in termini di compravendita di voti, se si legge quanto sopra, si comprende, con disgusto, come essa fosse all'ordine del giorno del nano e del suo esercito di servi.
Insomma se siamo ancora al 50 per cento di persone che, nonostante lo scempio di questi anni ha trovato l'estro di votare contro questo personaggio, allora penso che davvero forse siamo un popolo di santi, di eroi e di navigatori. Perchè di propaganda si muore. Di censura si muore. Di guerra si muore. Di mafia si muore. E tutte queste calamità erano parte integrante del contratto dittatoriale che Berlusconi ha firmato con se stesso. Ma le sue televisioni rafforzavano, rendendolo impenetrabile come una cassaforte, il schopenhaueriano velo di maia, con il trionfo della rappresentazione sulla realtà delle cose.
E bisogna neutralizzarlo una volta per tutte. Prentendendo anche un risarcomento dovuto per i danni psichici ed economici, che ha creato agli italiani.
NAZIONALIZZAZIONE DELLE RETI FININVEST.
 
domenica, aprile 09, 2006
  "Amor che move il sole e l'altre stelle"
Roberto Benigni. Un guitto che è passato da "Berlinguer ti voglio bene" a "il Pap'occhio". Da "che mi hai portato a fare sopra Posillipo, se non mi vuoi piu' bene" alla "vita è bella" a "Pinocchio". Una carriera trentennale da comico underground social-surrealista ad attore e regista capace, specie ne "La vita è bella", di esprimere poesia.
Come comico lo apprezzavo poco. Il mostro e Johnny stecchino riuscivo a vederne neanche metà senza sbadigliare. Mi sono sorpresa, e molto piacevolmente, quando ha dato vita a quel geniale capolavoro di comicità che è "Non ci resta che piangere" con l'indimenticato Massimo Troisi.
Un dono generoso alla commedia italiana piu' sottile e piu' esilarante. Figlia delle altissime opere di De Sica, il cinema italiano della "trovata", della battuta che strappa il riso improvvisamente, cinema con una grandissima tradizione a cui la "cultura"(si fa per dire) attuale raramente rende giustizia.
Insomma, da un certo momento in poi ho deciso di amare benigni. Nonostante "pinocchio" mi abbia entusiasmato poco. Stasera penso di aver avuto ragione di quella scelta. La lettura,anzi la recitazione, senza nessun gobbo, del paradiso di Dante, che Benigni ci ha regalato, con l'essenziale spiegazione sul pathos del racconto poetico che ci sta dietro, mi ha folgorato. Mi ha fatto amare molto la vita. E questo, in un momento difficile, sia personalmente, che epocalmente.
Qualcuno, tra le persone che hanno scritto al piccolo Tommaso, ha detto "scusaci per averti fatto trovare un mondo così brutto". Gli USA sembra vogliano usare l'atomica per levarsi dalle palle il problema iraniano. Se non lo faranno loro, si dice, lo faranno gli israeliani.
L'epoca degli hippy e dei Pink Floyd è lontana. La speranza, se non è morta, non sta per niente bene.
Io sono una filosofa chiaramente imbevuta di Nietzsche e della meraviglia della sua filosofia. Il mio amore di Nietzsche mi porta ad una posizione di anticlericalismo abbastanza radicale.
Ce l'ho con la costruzione che le chiese hanno elaborato dell'idea di dio, e alla fine, mi da' fastidio pure l'idea di Dio in se', perchè è deresponsabilizzante rispetto alla essenziale considerazione della nostra, personale, limitata, vita.
La lettura che Benigni ha offerto dell'ultimo canto del paradiso, mi ha messo in contraddizione.
Innanzitutto, imparare a memoria la lingua di Dante ed esprimere un intero canto senza sbagliare una sillaba, non è da tutti. In secondo luogo, entra così visceralemente nella bellezza della parola dantesca che sembra quasi di sentire la vibrazione del Poeta quando ha scritto quel canto.
Non ultimo, le parole con cui Benigni, magistrale, spiega quel che ha recitato. Racconta di aver capito che Dante "ha sognato per noi e ha fatto un sogno che durerà piu' a lungo di tutti i nostri giorni e tutte le nostre notti e i nostri sogni" e, dopo averci condotto per quel viaggio dall'oscurità alla luce, "non ci tradisce " ci racconta cio' che la favella è in grado di "dire" di Dio; Benigni dice "ce lo descrive".
La trasmissione della recitazione della divina commedia è stata un'esperienza di bellezza che dovrebbe essere replicata, spesso. Io stavo a cena con degli amici, e per tutta la durata della trasmissione, nessuno ha parlato, nessuno ha interrotto la concentrazione che richiamava, come un magnete psichico, la bellezza del verso dantesco.
Ha ragione Benigni, Dante ci ha regalato un sogno. E Benigni ci ha regalato il sogno di un sogno, spiegandocelo, condividendolo.
La televisione si è fatta veicolo della bellezza, dell'emozione, dell'idea dell' infinito che perseguita la storia della specie umana con la percezione del suo contrario.
E ho pensato che in fondo Nietzsche e Dante, con linguaggi diversi, nel nucleo, volessero significare le stesse cose. Perchè il mondo è sempre stato così, presso noi umani. Adesso è solo piu' su larga scala.
Sono grata a Benigni.
Qualcosa di bello però parla sempre un linguaggio universale. E cio' di cui parla, il contenuto, è sempre qualcosa che ha a che fare con la speranza.
 
  fisionomia del potere: illegalità del p2p e crimini contro la persona
La gente spesso si trova ad essere tristemente abitudinaria. Non c'è nulla di male ad essere abitudinari, purchè non ci si trovi, improvvisamente ad accorgersi che l'habitus è indotto, frutto della mentalità comune,modificata da decenni di condizionamenti mediatici, che ci fanno vivere quello che, in una logica di buonsenso minimo è una contraddizione grossa come un palazzo, come una cosa assolutamente normale. Questo io lo chiamo modo "ovino" di vedere il mondo.
Tutti voi avrete sicuramente letto di un'operazione colossale condotta nel nord Italia, dopo mesi di preparazione e di indagini, contro i server p2p, in particolare freeazzurra. L'operazione che si è conclusa pochi giorni fa ha portato all'arresto di qualche decina di persone, al sequestro di parecchi pc, cd-rom ed altre apparecchiature informatiche, alla denuncia di altre persone , tra cui minorenni. Il tutto con grande battage pubblicitario, per "dare l'esempio", ed incutere timore nei confronti dei troppi che ancora si ostinano in questa pratica "criminale" dello scambio di canzoni e video.
Leggi, apparati polizieschi e giudiziari, energie investigative, magistrati, arresti, sequestri, istruzione di processi. Spese immense della collettività pubblica per mettere in piedi questa specie di macchina dell'inquisizione,in funzione soprattutto contro gli adolescenti: sono loro infatti, che costituiscono la maggior parte della massa "criminale" degli scambisti di materiale audiovisivo.
A cio' si aggiungono spot della pubblicità progresso contro la pirateria. E' stato mobilitato anche il ministero dell'istruzione per sensibilizzare, attraverso progetti scolastici, volantini, opuscoli, le famiglie e i ragazzi su "quanto sia CRIMINALE" scambiare canzoni e video con il pc.
Il buon senso umano non riesce, in effetti, d'istinto, a ravvisare un crimine o soltanto un'intenzione criminosa nel compiere questo tipo di atti. E' difficile. Bisogna proprio viaggiare con l'immaginazione, entrando nella logica dei guadagni multimiliardari delle multinazionali della musica e dello spettacolo e capire che, a nessun costo, questo gruppo di potere permetterà che i loro utili siano minacciati. Se è un crimine per essi, lo sarà anche per tutti gli altri. Il potere crea la criminalizzazione, dal nulla, assumendo come principio la violazione della "proprietà" del diritto d'autore. Questo è un concetto del tutto innaturale, possibile solo in questo disonesto e iniquo capitalismo. Il potere rendo questo "crimine" significativamente enorme e impone questo pensiero alla collettività, con ogni mezzo propagandistico. E dove non riesce la persuasione, colpisce con la paura della repressione. Ogni tanto, come facevano nel 500 i governi cattolici per compiacere i papi, danno l'esempio.
Le multe, le denunce, il carcere, i sequestri. Il tutto finanziato con le imposte, dirette e indirette, sborsate dai cittadini.
Le major difendono i loro guadagni con mezzi pagati dai soggetti della loro criminalizzazione. Con la complicità degli stati, che per permettere queste persecuzioni contro server e fruitori del p2p, tolgono risorse, uomini, apparecchiature e soldi alla sorveglianza, per esempio, degli ex stupratori che,scaduti i termini preventivi,in attesa di appello, pur con verdetti di colpevolezza sul groppone, girano liberi.
Ad un cittadino attento, e con un minimo di coscienza critica non puo' sfuggire la sproporzione, tra questa missione criminalizzatrice orientata dal potere economico, legislativo e polizieso, rispetto all'obiettivo che si prefigge e la carenza di progetti, sempre inficiati da difficoltà economiche accampate dallo stesso potere che incarcera gli "scambisti" del p2p, sulla ricerca, sull'integrazione dei disabili, sull'integrazione degli stranieri, sull'avviamento professionale dei giovani, sulla diffusione di una cultura vera del rispetto dei bambini e delle donne.
Iniziative come queste non meritano le risorse e il battage che il potere riserva alla "piaga sociale" del p2p.
La nostra società non è corrotta dallo sfruttamento e dalla rapina degli oligarchi. I soldi che ci mancano non sono quelli che buttiamo quotidianamente nell'indegno conflitto iraqueno. Il disagio sociale non ha come sfondo per tutti una collettività iniqua e cinica costretta dal potere a replicare il peggio di se'.
Il cancro del nostro tempo si chiama p2p. Esso è IL MALE. Il nemico. Il demonio.Chi lo pratica è un criminale che si deve ravvedere.
Se le pecore si spaventano per il lupo di carne, si spaventeranno anche per il lupo di cartone. Così ragiona il potere.
 
martedì, aprile 04, 2006
  italiani coglioni? ci mancherebbe...
ho troppa fiducia negli italiani per pensare che sarebbero così coglioni da andare contro i loro interessi"
Piu o meno il berlusca ha espresso quest' ultimo (oddio forse ultimo no) messaggio, apparentemente casuale e spontaneo, in realtà studiato a tavolino, di tipo pubblicitario.
Coglioni=italiani che votano a sinistra è lo slogan che il lercio nanerottolo ha voluto far passare. Il messaggio è rivolto algi indecisi, a quelli che vanno alle urne quasi per caso e che votano attaccandosi all'ultimo, piu' eclatante, pensiero che viene in mente loro.
"in effetti la sinistra non ha combinato un cazzo, probabilmente berlusconi è un perseguitato, meglio che lo voto sennò rischio di sentirmi un coglione".
La pubblicità è l'anima del commercio. anche del commercio di voti. Dall'epoca della diffusione dei giornali (XVIII secolo) il potere ha compreso come l'influsso dei media sulle "democrazie" (si fa per dire) sia esiziale.
La televisione è ancor piu' prepotente dei giornali. Un tasto e appare il faccione del berlusca. A tutte le ore del giorno. Rete4 ha sistematicamente violato la par condicio: i tg di fede sono lunghi e variegati spot elettorali. Canale5 propone, anche la mattina alle 6 e mezzo. discorsi di berlusconi, dagli anni 90 ad oggi.
La sinistra non ha il monopolio della morale. La sinistra vuole rubare dalle tasche degli italiani. Prodi è un fantoccio, in realtà lo manovrano i comunisti.
E, per tagliar la testa al toro, chi vota a sinistra è un coglione.
La rozzezza di questo brianzolo elevatosi agli allori politici coi soldi sporchi dei traffici mafiosi è solo apparente. Dietro di lui, centinaia di esperti di media, di comunicazioni di massa, gente preposta a determinare quanti, dicendo la parola "giusta" possono donare il loro voto alla casa delle libertà.
E la parola "giusta" stavolta è "coglioni". Una parola forte, mediaticamente parlando. Forte per la massa, forte per il popolaccio frustrato e appecorato.
Le pecore non vogliono sentirsi "coglione".
E le pecore, spesso, poco capiscono di politica. Frasi smozzicate, luoghi comuni, opinioni non meditate.
Oddio, non è che votare per Prodi sia un "illuminarsi d'immenso". Prodi, D'alema, Fassino, Rutelli, sono tali da far venire le emorroidi a pensar di delegarli ad amministrare la cosa pubblica.
Dobbiamo a D'alema, nel 1994, il bene di aver avuto berlusconi tra le palle.
Difatti non c'era bisogno di fare una legge sul conflitto d'interessi: già la costituzione, così com'era , prevedeva di non permettere a berlusconi la sua dittatoriale scalata al successo.
Ma D'alema lo ha aiutato, eccome se l'ha aiutato. Se non ci credete leggete wikipedia, alla voce "berlusconi" e state attenti al 1994, a cos'è successo.
QUindi voteremo a sinistra col naso turato, come montanelli diceva bisognasse votare dc, per evitare i comunisti. Oggi bisogna dire turiamoci il naso per evitare che il potere mafioso ( e non dico "fascista" o capitalista, o filoamericano, o borghese, dico proprio "mafioso") riprenda le redini di questo paese.
Votare contro berlusconi significherà non tanto consegnare l'italia in mano a gente "onesta e capace" che su questo non ci metterei la mano sul fuoco, ma di sicuro sottrarre il potere governativo alla principale lobby della mafia.
lobby che ha prosperato e si è arricchita in questi anni alla faccia di tutti noi poveracci, insieme a chi, coi soldi della mafia ha cominciato, e cioè il finto chiomato nazionale
 
martedì, marzo 28, 2006
  ..e kantianamente mi chiedo
ma la felicità umana è compatibile con uno stato?
L'azione politica ha sopratutto a cuore il diritto?
e che cos'è questo diritto?
e perchè l'uomo deve obbedire ad un'autorità?

già cmq kant diceva di no, che l'zione politica è compatibile con una morale ma non con la felicità dell'uomo. E allora? anticipava l'anarchismo anche lui?
 
venerdì, marzo 24, 2006
  l' agorà di cloroalclero
Blog
bloggare
pubblicare propri e altrui scritti
in una dimensione pubblica e libera
io lo faccio. Provo. Sperimento, la comunicazione altro non è che la produttiva invenzione di uno psico-mondo. E' un tentativo probabilistico. E' un messaggio in una bottiglia, affidata alle correnti dell'oceano ridondante di informazioni. Un solitario "crederci" puo' diventare una forza invincibile.
A tutti a presto.
Barbara.
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  manifesto degli anarco-individualisti
anarco-individualisti tra il chaos e il sogno

MANIFESTO DEGLI ANARCO INDIVIDUALISTI

1)gli anarco-individualisti credono nella coerenza tra idee, parole, azione. Tale coerenza trova la propria sostanza negli individui che ne sono portatori.

2)La realtà è qualcosa che non possiamo comprendere. Quello di cui possiamo comprendere qualcosa, sono i barlumi segnaletici che ci comunicano gli altri enti umani incontrati nella nostra dimensione vitale spazio-temporale.Presumiamo che questi barlumi segnaletici siano coerenti con i "corpi-mondo" che li esprimono e che sono umani come noi. Non c'interessa sapere se è vero o no. Seguiamo solo l'istinto delle parole, illuminandolo con l'armonia della sua coerenza.

3) Le parole non sono in se nè vere nè false. Se un'individuo le esprime, possiamo presumere che dietro ad esse vi sia un'intento comunicativo. Poichè però il linguaggio non è universale e la comprensione dell'altro come concetto,( in quanto uomini enti-formati-a priori, kantianamente parlando) non esiste: l'unico orizzonte di comunicazione possibile è quello della coerenza, cioè della rappresentazione non solo visiva, ma sensoriale, collimante tra cio' che l'individuo dice di essere e le cose in cui dice di credere, e le cose che soggettivamente "agisce".

4)Gli anarco-individualisti sanno che questo è un secolo di sovrabbondanza informativa, che si tenta di uccidere le parole con un sovrabbondare di messaggi, di slogan vuoti, che creano nel cervello umano un istinto di ripetizione ed una convinzione superficiale e falsa che in questi slogan ci sia qualcosa di vero.
Però gli anarco-individualisti credono nell'efficacia del verso umano. Della sua virtù donativa, dell'energia vitale che questo verso porta con se, quando usato per significare il mondo nella sua autenticità d'appartenenza.
La misura, di tutto questo, sono gli individui resi liberi da una coscienza di se stessi come animali vitali appartenenti solo a se stessi e verso se stessi, responsabili.

5) Per questa ragione gli anarchici individualisti sono RIVOLUZIONARI ma tendono a dare ancora una possibilità ai singoli enti umani di "vedere con le orecchie e udire con gli occhi" , facendo un ultimo tentativo di confidare nel verso. di esprimere parole che non siano di tradimento, che esprimano la sostanza degli individui che le pronuciano e che la loro prassi sia coerente con il verso, come il lupo il cui verso riflette lo stato vitale in cui si trova in maniera autentica, non forzata da interpretazioni .

6) Gli anarchico individualisti ammettono che l'animale umano è aggressivo e non nascondono la loro aggressività. Però ritengono che l'aggressività sotto forma di guerra non abbia apportato alla terra, cui l'animale umano appartiene, alcun tipo di beneficio, anzi, vi sono sospetti che nelle catastrofi planetarie che sono imminenti, siano responsabili, mancando contro loro stessi e l'istinto di conservazione che li sostiene.

7)L'aggressività umana concretizzata nella forma della guerra, non è servita neppure per contrastare il problema della sovrappopolazione, ponendo un freno alla proliferazione umana, il cui stile di vita non è compatibile con le risorse del pianeta.Cio' dimostra l'infondatezza delle ideologie economiche e politiche, che hanno sostenuto, magari non a parole , ma a fatti, la sovrappopolazione. Alcuni consessi religiosi hanno assunto la coerenza con questo principio a dogma e condiziona tuttora milioni di persone e politiche di ogni matrice.

8)Gli anarchici individualisti, pertanto, rigettano l'uso a priori della violenza, considerando la guerra (civile, internazionale o rivoluzionaria) l'"ultima ratio" laddove la contraddizione di poteri di ogni grado, dal capufficio, al potere medico, al potere giudiziario, a quello politico, prevalga su un ragionamento logico sempre possibile da chiunque volgia porsi in quanto alla propria individualità originaria.

9) L'ingiustizia non ha grado. Ci sono cose che sono più eclatanti, ma anche lo sgarbo perpetrato in ufficio da un dirigente solerte e corrotto, anche non a grandi livelli, puo' generare sofferenza, che in certi casi puo' degenerare distruggendo la vita delle persone.

10) pertanto gli anarchici individualisti pretendono di associarsi solo tra persone prive di pregiudizi, che hanno implementato la storia su se stessi e hanno saputo dimenticare abbastanza da porsi nelle questioni con un istinto scaricato dal peso del tempo ormai morto.

11)gli anarco individualisti , pertanto, rigettano ogni tradizione, intesa come fondamento indiscusso del presente.
La tradizione rientra nelle libertà individuali di perseguire conoscenze culturali, ma nessuna tradizione deve assurgere a dogma superiore alla dialettica tra enti umani animali, secondo le istanze della coerenza e dell'istinto.

12) Nello specifico del nostro tempo , gli anarchico individualisti scatenino una campagna mondiale contro la guerra, in quanto essa è sintomo di interessi economici sostenuti con false argomentazioni e principi autorevoli mai dimostrati.
Il presente impegna gli animali umani a considerare la guerra un millenario nemico da distruggere, fattualmente e come concetto. La guarra è il trionfo della falsità considerata un valore.
La falsità è la quintessenza dell'ipocrisia, che è la incapacita dell'uomo di non occultare se stesso a se stesso, approfittando del verso per lanciare falsi segnali, a cui gli animali umani sono chiamati a credere.

13)Pertanto gli ananrchico individualisti considererarnno la guerra come giustificabile in caso di aggressione presente, ma ne rigettano i risvolti nazionalistici, non si piegheranno mai all'autorità della patria, perchè da sola apparentemente ideale pulito, macchiandosi anche del sangue di un solo innocente, contraddice la sua pretesa "pulizia".

14) La prima forma di protesta è la rivolta non violenta. Il blocco stradale fatto con gente che si sdraia in mezzo per richiamare la bruttezza vitale di una guerra in corso. Considerare la Pace un ideale supremo sopra il quale non si pone nient'altro.
Gli anarchico individualisti ricorreranno all'aggressione violenta, quando le circostanze porranno in modo chiaro e distinto eventi che ne mettono in pericolo la loro conservazione.

15)Per far parte degli ananrchico individualisti bisogna aver assimilato e compreso il grande annuncio di zarathustra: qualunque cosa si è bisogna avere fedeltà per chi si è.
Quando questa fedeltà viene meno, nei casi piccoli, come in quelli eclatanti, si ha il TRADITORE. Colui che ha venduto se stesso per il potere, consapevoli che esso significa "denaro", come espresso dal grande Machiavelli.

16)In questo quadro gli anarchici individualisti promuovono la capacità dialettica dei singoli enti, che , divenendo portatori dei loro eventi, ne possono giudicare e imporre questo giudizio agli altri, al di la del carima di qualcuno , contro l'AUTORITA intesa come principio. QUesto perchè Il pensiero anarchico-individualista, per esistere, deve essere corale, deve comprendere individui liberi e non pregiudizievoli, che sono pronti a rinunciare al loro il all'occorrenza, nei campi che non li rispecchiano, verso cui non possono provare ogni forma di amore.

17) Il presupposto filosofico è che la dimensione del vivere, poichè la nostra specie è fatta così, sia un molteplice in divenire, e l'essere, se non reale, è possibile soltanto attraverso un passo evolutivo della nostra specie. Governare l'io in un modo diverso, saperci rinunciare ovvero potenziarlo, sempre però senza tradire noi stessi. Se questo atteggiamento vitale di padronanza del nostro io e del nostrop potere, all'occorrenza, di allontanarsene, senza venir meno alla coerenza con cio' che siamo e alla verità di cio' che saremo per sempre, prevale in tanti, questi possono lottare per tutti.

18) gli ananrco individualisti sono consapevoli che il maggior valore della vita è la qualità, non nel senso di comodità della vita, ma nel senso di cio ' che vale la pena di essere vissuto e di cui ci consoleremo al momento della morte.

19) La morte non deve costituire un'ossesssione o un'angoscia da rimuovere o da cui fuggire, ma gli ananrco-individualisti sono consapevoli che essa è parte del destino animale dell'uomo e ad essa. al concetto della morte possiamo rapportarci soltanto con la coerenza aconcettuale dell'essere del nostro ente, ponendola come contrappeso a questo apparente infelice destino, come armonia che prevale sul nulla.

20) Pertanto gli ananrchici individualisti penseranno alla possibilità dell'esistenza di un dio soltanto in termini scettici o poetico-sentimentali, mai come il fondamento di un falso sistema di concettualità coerenti da assumere come autorità nelle nostre scelte di individui.


questa è un'interpretazione, certo, forse non l'unica possibile, assolutamente coerente con quella parte della filosofia di Nietzsche che parla ancora il linguaggio della tradizione, certo, ribaltandone l'impianto metafisico.
Una cosa è certa: Nietzsche riconduce la filosofia alla sua originarietà, nel senso di un'antropologia filosofica. E vi costruisce, in modo sublime, la sua armonia pur dialettica, con la tradizione, dialettica che mai disconosce.

Il Nietzsche polemista, antifemminista, anticlericale, piccolo-borghese, esiste nelle opere del sommo, indubbiamente.
Un sommo filosofo come Nietzsche non puo' non avere molteplici livelli di lettura.
Però Egli è ,e rimane, filosofo. Non si puo trascurare questo fatto. Nei suoi contenuti dialoga, anche poeticamente, con forme retoriche non immediatamente rivelanti l'intento filosofiche , ma mantenendo del filosofo l'onestà, con la tradizione, seppure per distruggerne i falsi presupposti.
Nietzsche scrive soggettivizzando il pensiero originario dell'uomo che ha vissuto il passaggio dal mithos al logos, in dialettica col suo fondamento.

Nel manifesto degli anarco-individualisti, ci sono Spinoza, Platone, Eraclito, Ghandi.
La grandezza dell'analisi del marxismo è reperita come la parte descrittiva che egli riserva al fenomeno antropologico dell'alienazione. Ma gli anarchici individualisti ne rigettano la neccesità della sua escatologia.

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